MssCol 603/Lettera 46
- Sottounità / Unità archivistica
- NYPL, Ms. Div., MssCol 603, Registro secondo
- Regesto veloce
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Commendone informa sul suo arrivo a corte e sull’andamento della Dieta di Parzow.
- Tipologia
- it lettera in registro copialettere
- Numero documento
- 46
- Estensione materiale
- cc. 29v-30v
- Mittente
- Commendone, Giovanni Francesco
- Destinatario
- Borromeo, Carlo
- Luogo di redazione
- Cicostaw
- Luogo di ricezione
- Roma
- Data di redazione
- 5 agosto 1564
- Edizioni del documento
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pubblicata in Pamiętniki o dawnéj Polsce z czasóv Zygmunta Augusta, obejmujące listy Jana Franciszka Commendoni do Karola Borromeusza, coll. J. Albertrandi, I, Wilno, Drukiem Józefa Zawadzkiego, 1847, pp. 172-175 (in traduzione polacca); parzialmente in Litterae nuntiorum apostolicorum historiam Ucrainae illustrantes, coll. P. Athanasius e G. Welkykyj, I, Romae, Basiliani, 1959, pp. 40-41.
- Regesto approfondito
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Commendone elenca le lettere scritte dal 6 luglio. È arrivato a una lega da Parzow dopo un viaggio difficile a causa della peste, diffusasi da Danzica in Prussia e in Polonia e ormai a sette leghe da Cracovia. Egli stesso e i suoi hanno avuto grandi difficoltà a trovare alloggio.
Un corriere inviato a corte da Mikołaj Sieniawski, palatino di Rossia, ha riferito che quarantamila tartari sono entrati in Podolia. Lo stesso palatino non dispone di più di quattrocento cavalli e chiede l’intervento del re a difesa di quella regione, che altrimenti sarà preda «di quei barbari». La notizia ha preoccupato Sigismondo II Augusto, che subito ha convocato il consiglio, ancora in corso. C’è chi dice che i tartari non siano stati mossi da Ivan IV, ma da alcuni signori polacchi che vorrebbero così ostacolare la restituzione dei beni regi, altri ritengono che tali avvisi siano falsi e volti a impedire insieme l’unione polacco-lituana e il recupero dei beni.
Contro le aspettative della Dieta di Bielzco, in quella di Parzow non è stata conclusa l’unione tra Polonia e Lituania: degli inviati lituani si è presentato solo Stanisław Narkustki, vescovo di Samogizia, e i procuratori inviati avevano facoltà molto limitate; i polacchi poi osteggiano l’unione per impedire la restituzione dei beni regi. La questione è stata rinviata alla Dieta che si terrà dopo la Pasqua del prossimo anno. Commendone spera che la restituzione dei beni regi non porti disordini nel Regno.
Si attende a Parzow una legazione svedese per trattare la pace con la Polonia e si dice che Erik XIV Vasa, re di Svezia, abbia liberato Giovanni III, duca di Finlandia, suo fratello e cognato del re di Polonia, e che gli abbia restituito lo stato.
Durante la Dieta di Parzow alcuni signori hanno cercato di persuadere il re ad appropriarsi dai beni delle abbazie per le necessità del Regno. Commendone proverà perciò di «far nuovo officio col re secondo che feci nelli precedenti comitii».